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October 22 La giusta distanza"ciao!..anche tu aspetti il seminario di Dottrine..??"
"....si'..."....
"che rottura vero?!! e poi a quest'ora..io dico..come si fa a rompere le p...
alle 13.45....con queste menate......
...quando un poveretto ha ancora il pranzo sul piloro!!"
"...gia'..."
"a proposito hai gia'mangiato??!!"
"...no..."
"ottimo...dai che ci prendiamo un bel panino wurster e crauti da mario!..ti va'?"
"...non posso..ma grazie.."
"..che c'e'? ti e'morto il gatto??"
"...............no.....mi hanno rubato i soldi...tutti e non so che fare........"
ando'cosi'...per una settimana fui ospitata sfamata ed accompagnata da tre
persone che non conoscevo e con cui dividevo ...loro malgrado....un'aula di universita'..
due donne ed uomo che decisero di non tenere la giusta distanza dalle mie paure,
dalla mia solitudine...e questa sera voglio ricordarle nella milano da bere ...
mentre ridono e mi porgono.... un panino imbottito.
October 14 ...Continuamo a farci del male..:-D..!14 ottobre
La casa[leggi il capitolo precedente: L'EREDITA']
Sono sprofondata nella poltrona preferita di Enrico,nuvole di polvere e fodera compresa Da qui si vede la terrazza ed ora mi concedo finalmente di piangere i nostri ricordi . Con ironia penso che la Tommasina appartiene a questo microcosmo incartato piu’di me. Non ho mai voluto lasciare neanche lo spazzolino nell’armadietto del bagno anche se il mio status di ,possiamo dire amante ufficiale?me lo avrebbe permesso. Enrico era stato un uomo spietato ma sincero,mai aveva negato il suo amore per il corteggiamento o la distrazione occasionale, ad un congresso o tra le bancarelle di un mercato. Vorrei alzarmi ed andare nello studio ad accarezzare i dorsi scabri dei libri ,la sua invidiata collezione d’antiquariato,ma continuo a fissare le immagini del passato scorrere sui vetri opachi…Loro erano stati occasione d’incontro, mi era sembrato naturale Correre in aiuto di quel signore distinto e dal sorriso perfetto mentre il pesante volume Del 1929 sul processo al Marchese de Sade gli piombava con voluta malignita’ Sul piede. L’imbarazzo di Enrico poi !! Che non aveva perso spunto per guardarle Apertamente i seni pesanti. Lei timida commessa neoassunta aveva rassegnato le dimissioni la mattina dopo per diventare la sua segretaria particolare. Tu non appartieni A questo mondo. Lo so ,neppure adesso. Come si dice?era stata all’altezza della situazione,comunque. Tutto questo senza cambiare colore dei capelli modo di vestire o abitudini. Quando l’aveva portata a Parigi la sorpresa era stato l’atelier di Chanel “ti regalo un abito da sera, scegli quello che vuoi “ era scoppiata a ridergli in faccia ,non voleva niente solo lui. Tu non sei mai stato mio Enrico. Eri di tutte e di nessuno. Prestato al mondo dell’arte, dell’editoria appartenevi solo a te stesso.I bagliori del tramonto mi scuotono .La sete mi ricorda che forse farei meglio Ad occuparmi di aspetti piu’concreti. Lascio il resto alla notte che avanza veloce. Spalanco le finestre della camera ,ho bisogno d’aria,il letto e’fresco d’ammorbidente,mando una benedizione alla sconosciuta Tommasina. Non voglio andare nel suo studio ,domani, mi manca il coraggio d’affrontare altri fantasmi. E’come essere avvolti dalla neve di una boccia di cristallo, oggetti affascinanti dicevi L’infanzia che non hai avuto. Devo aspettare che i fiocchi si posino. Piego il completo Sulla sedia dalla sua parte ed in sottoveste vado dritta in cucina. Ci sono delle scatolette e del latte a lunga conservazione,ma questa colf e’un tesoro! Il dolce al mascarpone mi gira ancora sullo stomaco.”come fai a bere quella bevanda dolciastra??” Enrico rideva immerso nel suo caffè amaro e bollente. Ne bevo un bicchiere seduta sul tavolo e penso che l’ultima volta l’ho visto qui. “Vieni a vivere qui,con me”. Giravo il sugo con il cucchiaio di legno. Feci una pozza di sangue.”Adesso e’troppo tardi” gli dissi senza guardarlo. Non ne parlammo mai piu’. Basta lacrime di coccodrillo! E’ora di andare a dormire. Sono troppo stanca anche solo per pensare di lavarmi. Mi infilo nel letto con un altro bicchiere di latte. “Pronto signor Notaio? Sono la Tommasina! No!La chiamo per questo. Sono due Giorni che aspetto una telefonata della signora! Si’..son passata sotto la casa, ho suonato Ma niente!! Ho anche chiesto alla vicina del piano sotto, sa quella che stava sempre a spiare le visite del Professore? dall’altro ieri non sente un passo,un rumore! Da mangiare? Ma c’era niente! Qualcosa comprato ancora da Lui. Va bene aspetto!” La trovarono addormentata dalla parte di Enrico. Il bicchiere vuoto sul comodino. Questa volta, non avrebbe lasciato la Sua casa. Mai piu’.
FINE. October 04 Don't stand... so close to mee di colpo la notte e'arsa di luce e calore..
..note come radici voraci sono salite dal terreno
per battere il ritmo dei nostri cuori ...e siamo esplosi..
come chicchi di mais ...in un onda di bianco gridare..
so lonely ...cosi'vicini...e mentre scorreva la Loro vita..
..io rivedevo la mia ...buon compleanno Ariel...
October 01 Me li sono riportati a "casa"...Grazie Bruno!!10 agosto
La trottolaPRIMO GIRO Riusciva a vederlo.quando l’idrante completava il giro eccolo.nasceva e moriva nel granoturco.seduta sul marciapiede col fondoschiena bollito come l’aria intorno, L’avrebbe preso, piegato e messo in tasca.un arcobaleno portatile le avrebbe fatto comodo in questo viaggio.”Alice,aliceeee,ti sbrighi?”,due tacchi ,una macchia di lino Bianca,due labbra rosse.suo malgrado l’ammiro’.come riusciva? Lei era una chiazza di sudore.”arrivo..ma quanto manca?..nel deserto e’piu’ Fresco..”avvolse la crosta della pizza nel tovagliolo..magari a Brie piaceva. Era stato il fratellastro..ops ..fratello acquisito a chiamarlo cosi’. Gli ricordava la crosta ammuffita del formaggio francese.sogghigno’..l’odore era lo stesso.La gabbia era tra lei e lo spiritoso e i suoi baffi non tardarono a brucarla. topo del deserto.La disponibilita’e’un lusso. Charlie(carlo) l’aveva lasciato tra gli scatoloni del suo appartamento E lei non aveva resisistito.gli aveva fatto una scenata e portato via. La ripagava mordendo tutti (i due )maschi della famiglia.”alice smettila di dargli del cibo..diventera’obeso!”.gia’...la taglia 42 e’l’unica concepibile! Questo il motto della genitrice.beato lui. inizio’ a leccarle la mano.
Mentre la nostra eroina e’assorbita dal film muto al di la’del finestrino possiamo Guardarla piu’da vicino.normale e’la prima qualita’che si affaccia alla mente. In bilico tra una possibile carriera universitaria e una attuale(non meno luminosa) Come animalsitter, si riconosce un solo vanto.una folta capigliatura bruna, che Brie ha eletto a nido notturno.peso altezza colori la fanno apparire parte integrante della folla.sempre ed ovunque.chi ha cercato di conoscerla meglio,facendosi strada a fatica tra quei ricci,scopre qualcos’altro. Alice sa ascoltare.il suo blog e’un inspiegabile successo.lei non capisce. L’ha aperto per avere qualcosa di suo.oltre brie.s’intende!..il festival della banalità, come lei,che continua a stupirsi.”ti farai altri amici..vedrai!”questo il ritornello che sente uscire dalla bocca del patrigno..ops..compagno di sua madre ad ogni trasloco. loro…i compagni dell’etere non avrebbero mai dovuto aiutarla a riempire casse di ricordi.la scacchiera e’avvolta con cura nel bagagliaio.guarda le balle di paglia sparse nei campi ed immagina una partita tra torri regine cavalli..l’ultima l’ha persa.sospetta che lo zio gugo(augusto) prenda lezioni.
Il fratello di sua mamma e’la tappa intermedia di quel viaggio interminabile. “mamma ma lo zio quanti anni ha??”..”sempre quaranta cara..da una decina d’anni …”come lei..anzi no.cosi’potevano dirle”..non li dimostri proprio per nientee!!..” Lasciamo perdere.gay non dichiarato ma manifesto, l’aveva conosciuto ad un funerale. Attorno a lui vi era un vuoto sospetto nell’assieparsi della gente dietro al feretro.il naso le aveva rivelato il perche’.puzzava.non il caro estinto ermeticamente inscatolato.lo zio. Sicuro! Le ricordava i suoi protetti piu’piccoli e pelosi.”tu sei Alice..e perbacco, tu mi vedi!!”rideva a tutta bocca mentre la sua mano grattava qualcosa . un furetto spunto’dalla tasca del giaccone..Oscar.della famiglia dei mustelidi appestava allegramente l’ambiente Peggio di una puzzola.feroce come una donnola.avrebbe dovuto essere nano e canadese.. Quando la sua stazza lo aveva incastrato in un tubo abbandonato dall’incuria , la compagna aveva cominciato a mordersi la coda come impazzita. una catena di soliderieta’animale l’aveva salvato.Mohito cane rimbambito (lo zio era molto caritatevole)aveva abbaiato in soccorso e tutta la moderna arca di noe’ si era messa in moto.le piaceva tutto di lui.la fattoria malandata ed ombrosa il verso assordante dell’improbabile zoo l’umore a sorpresa dei suoi amanti occasionali.. “mamma ..ma lo zio e’stato adottato??”..un’occhiata al laser la ridusse un mucchietto Di ipotetica cenere.abbozzo’.
aveva imparato di piu’sul sesso da lui che da qualsiasi pigiama party con le amiche. Omo oppure etero una relazione a due aveva le stesse regole.gioie,miserie o paranoie. Dondolandosi sull’amaca dei tempi migliori le spiegava cosa piacesse agli uomini Dove e perche’.altro che melissa p.!!principiante.lo sguardo fisso alla scia di lumaca L’afferrava una languida impazienza.beh,il passaggio tra teoria e pratica era un’altro film.il continuo spostarsi di ambiente aveva anche qualche vantaggio.ogni volta Ricominciava a sperimentare.con piacere.povero lou (luigi).appena uscito,aveva cominciato ad arrotolare il tappeto nella carta di giornale.partita,senza salutare.pero’se la raccontava.Non era innamorata, magari tornava, forse si sarebbero visti in vacanza ,una vigliacca.con l’aggiunta .senza voglia di cambiare.non trovava un buon motivo.tutto qui. Quando arrivava in una nuova classe si sedeva nell’unico ultimo posto libero. Studiava gl’altri e se ne appropriava.una piccola comunita’non era diversa da un pollaio. O una gabbia di criceti.parole sante zio!
“Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole mentre il sole fa l’amore con la luna..” Un po’di musica le manca. perche’ha lasciato l’mp3 dentro la scacchiera? (cosa centra) ”mi dai un’auricolare gio’?(Giorgio)”due dita premute sull’orecchio.aihiaa..sempre comunicativo. ancora Vasco.che fissa .una splendida giornata.forse.stonato quanto il frate.lei ha una bella voce.mezzo soprano.vigneti in vista.ancora un casello, due castelli e molti molti campi di stitiche pannocchie, i gufi in pietra del vialetto sarebbero comparsi.Gugo dice gli somigliano.chiuse gl’occhi. 15 settembre
La richiestaLUI
Non riusciva a capire perche’aveva accettato e l’aspetto peggiore era l’essere recidivo.
Entrato in casa,la segreteria telefonica lo aveva accolto con un ammiccante
Occhiolino. senza tener conto di un brivido preveggente aveva ascoltato quella voce
Conosciuta chiedergli se voleva rifarlo,per il doppio della cifra…in meta’tempo.
Questa volta accettare significava mettere un geranio bianco sul davanzale.
Sogghignando tra le pieghe del viso si ritenne fortunato.. l’altra gli era toccato
Girare piu’di un fioraio perplesso prima di trovare l’orchidea della sfumatura
Richiesta…per l’occhiello della giacca. qualcuno lo spiava e la situazione aveva
Del surreale.Giulio aveva cinquant’anni molti chili di troppo e odiava le piante.
Si chiedeva cosa avrebbe detto la sua curiosa vicina del geranio..mah…
lo avrebbe messo? nell’angolo oscuro della sua mente geniale sapeva di si’.
Una volta compiuta un’azione,ripeterla era un certezza.l’essere umano e’cosi’
Prevedibile. Si tolse l’uniforme,le scarpe e si fece un bagno.la comodita’innanzitutto.
Era la sua frase preferita. senza guardarsi allo specchio si rase i pochi capelli rimasti e in mutande se ne ando’in cucina .
“Susy,susy dove sei ?”l’unica protagonista del suo mondo arrivo’facendo le fusa e salto’
Sul tavolo.ricevute carezze e croccantini si acciambello’sulla solita pantoffola.
Giulio stava pensando al prossimo piano d’azione per La Voce. la chiamava cosi’.
Sembrava di donna ma non ne era sicuro. si era sorpreso a desiderarlo e questo fatto
Lo aveva molto divertito. quella inaspettata agiatezza lo aveva convinto a comprare
La casa dove viveva da sempre e basta. non aveva cambiato niente delle sue
abitudini neanche il dopobarba o le scatolette della gatta. era un uomo prudente
anche e soprattutto sull’argomento donne.
Mangio’ una consideravole quantita’di panini al tonno e poi si mise un film
Di stanlio ed olio.aveva l’intera collezione.lo aiutava a pensare.
Chi avrebbe indicato? E basandosi su quale prodotto?doveva ammettere che prendere questa decisione lo aveva fatto sentire bene.una specie di padreterno.il vero autentico
Motivo per cui aveva e continuava ad accettare era quello.i soldi erano la scusa.
Guardo’stanlio mentre si arruffava i capelli e nel dormiveglia divenne il padrone
Di casa baffuto che si agitava con mute grida nel rincorrerlo.si sveglio’di colpo.
Aveva il turno serale e doveva andare.
Indosso’un uniforme pulita,un altro paio di stivali ed il giubbotto catarifrangente
Il suo collega ed amico sarebbe passato a minuti per caricarlo a bordo
Facevano il giro del suo quartiere quella sera.senti’il rumore dei bidoni scrollati all’angolo. perche’la gente continuava a buttare anche il vetro?
Si affaccio’ .Davide stava sferragliando verso quelli ammucchiati
sotto casa sua.con una mano salto’sulla sporgenza.”ciao Davide! Abbiamo un nuovo
lavoro da fare!”un sorriso baleno’nella cabina di guida |
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